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Detrazioni figli a carico 2026: età, limiti e spese scolastiche

Dopo l'assegno unico la detrazione IRPEF resta solo per i figli dai 21 ai 29 anni (o con disabilità). Ecco le regole, i limiti di reddito e le spese scolastiche detraibili nel 730.

Scrivania con calcolatrice, quaderno, matita e una pianta, per fare i conti delle detrazioni familiari
Indice
  1. Assegno unico e detrazioni: chi copre cosa
  2. Per quali figli spetta la detrazione dal 2025
  3. Quando un figlio è "a carico" e quanto vale la detrazione
  4. Figli sotto i 21 o sopra i 30: perché conviene comunque indicarli
  5. Spese scolastiche nel 730: cosa si può detrarre
  6. Il tetto alle detrazioni per i redditi più alti
  7. Tabella riassuntiva
  8. Domande frequenti

Con l'arrivo dell'assegno unico molte famiglie si sono chieste se le detrazioni figli a carico esistano ancora. La risposta è sì, ma valgono soltanto in alcuni casi, soprattutto per i figli più grandi. E per chi ha figli a scuola resta un'altra voce da non dimenticare nel 730: la detrazione delle spese scolastiche, che dal 2025 ha un tetto più alto. In questa guida la redazione mette in fila le regole in vigore, con una tabella riassuntiva e le risposte ai dubbi più comuni.

Assegno unico e detrazioni: chi copre cosa

Per i figli più piccoli il sostegno passa ormai dall'INPS. L'assegno unico e universale spetta per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni, senza limiti di età per i figli con disabilità. Per questa fascia d'età, quindi, nel 730 non c'è più una detrazione IRPEF per figli.

La detrazione fiscale "classica" riguarda invece i figli dai 21 anni in su. È qui che la legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto la novità più importante: un limite massimo di età.

Per quali figli spetta la detrazione dal 2025

Dal periodo d'imposta 2025 l'articolo 12 del TUIR, modificato dall'articolo 1, comma 11, della legge n. 207/2024, riconosce la detrazione per:

  • i figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni;
  • i figli di 30 anni o più con disabilità accertata ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104/1992.

Rientrano anche i figli adottivi, affidati o affiliati e i figli nati fuori dal matrimonio riconosciuti. Come chiarito dall'Agenzia delle Entrate, la detrazione spetta dal mese in cui il figlio compie 21 anni fino al mese precedente il compimento dei 30.

C'è poi un'altra novità: per i contribuenti che non sono cittadini italiani, di uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, le detrazioni non sono più riconosciute per i familiari residenti all'estero. Lo riassume, tra gli altri, la nota sulle detrazioni 2025 dell'Università di Napoli Federico II.

Quando un figlio è "a carico" e quanto vale la detrazione

Un figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo annuo, al lordo degli oneri deducibili, non supera 2.840,51 euro. Il limite sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni. Non serve che il figlio viva con i genitori.

L'importo teorico è di 950 euro per ciascun figlio, ma diminuisce al crescere del reddito di chi la chiede. Con un solo figlio la formula è: 950 × (95.000 − reddito complessivo) / 95.000. La soglia di 95.000 euro aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Il calcolo viene comunque fatto dal sostituto d'imposta o dal software del 730.

Per i genitori non legalmente separati la detrazione si divide di norma al 50%; in alternativa, con un accordo, può andare per intero al genitore con il reddito più alto. In caso di separazione o divorzio spetta, salvo accordi diversi, al genitore affidatario.

Figli sotto i 21 o sopra i 30: perché conviene comunque indicarli

Un figlio può essere "a carico" anche se per lui non spetta la detrazione da 950 euro: è il caso dei minori di 21 anni coperti dall'assegno unico o di chi ha superato i 30 anni. Purché rispetti i limiti di reddito, resta un familiare fiscalmente a carico ai fini delle altre agevolazioni. In una risposta del 2025 (n. 243) l'Agenzia delle Entrate ha confermato che il genitore può continuare a detrarre le spese sostenute per lui, per esempio quelle sanitarie o di istruzione.

Per questo nel prospetto dei familiari del 730 va indicato anche il figlio che non dà diritto alla detrazione: senza quel dato si rischia di perdere le detrazioni per le spese scolastiche, sportive o mediche.

Consiglio: controllate ogni anno il reddito dei figli più grandi. Un lavoretto estivo o un tirocinio retribuito possono superare la soglia di 4.000 euro (o di 2.840,51 euro dopo i 24 anni): in quel caso il figlio non è più a carico e saltano anche le detrazioni per le sue spese.

Spese scolastiche nel 730: cosa si può detrarre

Per le spese di istruzione dalla scuola dell'infanzia alle superiori, statali o paritarie, la detrazione è del 19%. Dal 1° gennaio 2025 il limite di spesa è salito da 800 a 1.000 euro per alunno: si possono quindi recuperare fino a 190 euro per ogni figlio. Il tetto vale per alunno, quindi se la spesa è sostenuta da entrambi i genitori va ripartita tra loro.

Secondo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate rientrano tra le spese detraibili:

  • tasse di iscrizione e di frequenza e contributi obbligatori;
  • contributi volontari ed erogazioni liberali deliberati dagli organi d'istituto;
  • mensa scolastica e servizi integrativi, come assistenza al pasto, pre e post scuola;
  • trasporto scolastico, anche se organizzato dal Comune o da terzi;
  • gite scolastiche, assicurazione della scuola e corsi deliberati dalla scuola per ampliare l'offerta formativa, come lingue o teatro, anche fuori orario.

Non sono invece detraibili il materiale di cancelleria e i libri di testo per le scuole medie e superiori. Dal 2020, inoltre, la detrazione spetta solo se il pagamento è tracciabile: bonifico, bollettino postale, PagoPA, carta di debito o di credito. Le spese pagate in contanti non si possono detrarre. Per mensa e trasporto, nella ricevuta o nella causale devono comparire il servizio, la scuola e il nome dell'alunno.

Il tetto alle detrazioni per i redditi più alti

Dal 2025 chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro deve fare i conti con un limite massimo a molte spese detraibili, tra cui proprio quelle di istruzione. Il tetto si ottiene moltiplicando un importo base (14.000 euro fino a 100.000 euro di reddito, 8.000 euro oltre) per un coefficiente che dipende dal numero di figli a carico. Le spese sanitarie restano fuori da questo limite. Un esempio chiaro si trova nella scheda sul 730/2026 dell'Università Federico II: con 80.000 euro di reddito e due figli il massimale è di 11.900 euro. Contano anche i figli a carico per cui non spetta la detrazione, per esempio quelli sotto i 21 anni.

Sopra i 120.000 euro, inoltre, le detrazioni al 19% si riducono progressivamente.

Tabella riassuntiva

VoceRegola in vigore dal 2025
Figli under 21Nessuna detrazione IRPEF: c'è l'assegno unico INPS
Figli da 21 a 29 anniDetrazione fino a 950 euro, decrescente con il reddito
Figli dai 30 anni in suDetrazione solo con disabilità accertata (legge 104/1992)
Limite di reddito del figlio4.000 euro fino a 24 anni; 2.840,51 euro oltre
Ripartizione tra genitori50% ciascuno, oppure 100% al genitore con reddito più alto se d'accordo
Spese scolastiche (infanzia-superiori)19% su massimo 1.000 euro per alunno (fino a 190 euro)
PagamentoSolo con strumenti tracciabili, niente contanti
Redditi oltre 75.000 euroTetto complessivo alle detrazioni, legato al numero di figli

Queste regole valgono per i redditi 2025 dichiarati nel 730/2026. Prima di compilare la dichiarazione del prossimo anno conviene verificare le istruzioni ufficiali del modello sul sito dell'Agenzia delle Entrate o rivolgersi a un CAF.

Domande frequenti

Mio figlio ha 17 anni: posso avere la detrazione per figli a carico?

No. Per i figli sotto i 21 anni il sostegno arriva con l'assegno unico dell'INPS. Il figlio va però indicato comunque come familiare a carico nel 730, così da poter detrarre le sue spese scolastiche, sanitarie e sportive.

Cosa succede quando il figlio compie 30 anni?

La detrazione da 950 euro si ferma dal mese del trentesimo compleanno, salvo disabilità accertata. Se il suo reddito resta entro 2.840,51 euro, però, il figlio rimane fiscalmente a carico e i genitori possono continuare a detrarre le spese sostenute per lui.

Posso detrarre i libri di scuola?

Per le scuole medie e superiori no: libri di testo e cancelleria sono esclusi. Sono detraibili invece tasse, contributi, mensa, gite, trasporto e assicurazione scolastica, entro 1.000 euro per alunno.

Il contributo volontario pagato alla scuola si può detrarre?

Sì, se è deliberato dagli organi d'istituto ed è pagato con bonifico o altro strumento tracciabile. Rientra nel limite complessivo di 1.000 euro per alunno.

Le spese scolastiche si dividono tra i due genitori?

Sì. Il tetto di 1.000 euro è per alunno: ciascun genitore detrae la parte che ha effettivamente pagato, risultante dai documenti di spesa.

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