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Bonus libri scolastici: come funziona e chi può richiederlo

Il bonus libri scolastici non è una misura unica nazionale: nasce dalla legge 448/1998 ed è gestito da regioni e comuni. Ecco come funziona, chi può chiederlo e dove trovare i bandi.

Pila di libri e una matita appoggiati su un vecchio banco di scuola in legno
Indice
  1. Da dove nasce il bonus libri: la legge 448 del 1998
  2. Scuola primaria: i libri sono gratuiti per tutti
  3. Medie e superiori: come funziona il contributo
  4. Due esempi concreti: Lombardia e Lazio
  5. Gli strumenti a confronto
  6. Altre agevolazioni: comodato d'uso e Carta IoStudio
  7. Domande frequenti

Ogni settembre la lista dei libri pesa sullo zaino e sul bilancio di casa. Il cosiddetto bonus libri scolastici non è un'unica misura nazionale con un importo fisso: è un insieme di contributi gestiti da comuni e regioni, che nasce da una legge dello Stato e cambia forma da territorio a territorio. In questa guida la redazione spiega come funziona, chi può chiederlo, dove trovare i bandi e quali altre agevolazioni esistono per le famiglie con figli a scuola.

Da dove nasce il bonus libri: la legge 448 del 1998

La base di tutto è l'articolo 27 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. La norma ha affidato ai comuni il compito di garantire la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo agli alunni della scuola dell'obbligo che rientrano nei requisiti, e di fornire libri in comodato agli studenti delle scuole superiori. I requisiti economici sono stati fissati da un decreto del Presidente del Consiglio (DPCM 320/1999, poi modificato nel 2000 e nel 2006).

Come ricostruisce il dossier della Camera dei deputati sui libri di testo, quel decreto aveva fissato per le medie e le superiori un tetto di 30 milioni di lire di reddito annuo familiare, cioè 15.493,71 euro, rimasto invariato nelle modifiche successive. È per questo che il numero 15.493,71 compare ancora oggi in molti bandi, ora riferito all'ISEE.

In pratica lo Stato ripartisce ogni anno un fondo tra le regioni; le regioni stabiliscono criteri e scadenze; i comuni raccolgono le domande e pagano i contributi alle famiglie.

Scuola primaria: i libri sono gratuiti per tutti

Alla primaria non serve alcuna domanda legata al reddito. I libri di testo sono forniti gratuitamente dal comune di residenza, secondo l'articolo 156 del decreto legislativo 297/1994 e le modalità indicate dalla legge regionale. Nella maggior parte dei casi il comune consegna una cedola libraria, cartacea o digitale, che la famiglia presenta in libreria o in cartoleria: il negozio consegna i libri e viene poi rimborsato dal comune.

Le modalità operative cambiano molto: alcuni comuni inviano la cedola tramite la scuola, altri chiedono di registrarsi su un portale, altri ancora pubblicano l'elenco dei negozi convenzionati. Conviene controllare a fine anno scolastico la sezione Istruzione del sito del proprio comune.

Medie e superiori: come funziona il contributo

Dalla scuola secondaria di primo grado in poi i libri si pagano, e qui entra in gioco il contributo vero e proprio, a cui si accede in base all'ISEE. Lo schema è simile in quasi tutta Italia:

  1. la regione approva i criteri e ripartisce i fondi statali tra i comuni;
  2. il comune pubblica un avviso (spesso tra l'estate e l'autunno) con requisiti, documenti e scadenza;
  3. la famiglia presenta la domanda al comune di residenza, allegando ISEE in corso di validità e le prove di spesa richieste;
  4. il comune verifica le domande e liquida il contributo, che può coprire in tutto o in parte la spesa sostenuta.

Le soglie ISEE, le spese ammesse e i tempi non sono uguali ovunque. Molte regioni usano ancora il limite storico di 15.493,71 euro, altre hanno soglie proprie o graduatorie. Le date non sono fisse: l'unico riferimento affidabile è il bando del proprio comune o della propria regione per l'anno scolastico in corso.

Consiglio: conservate fin da subito fatture e scontrini dei libri, intestati se possibile al genitore che farà domanda, e fate l'ISEE prima dell'estate. Alcuni bandi accettano solo la fattura elettronica: chiedetela in libreria al momento dell'acquisto, perché ottenerla dopo è spesso complicato.

Due esempi concreti: Lombardia e Lazio

Lombardia, Dote Scuola – Materiale Didattico. In Lombardia il contributo per i libri passa da Dote Scuola. Per l'anno scolastico 2026/2027 la componente Materiale Didattico era rivolta agli studenti residenti in Lombardia, con meno di 21 anni, iscritti alle secondarie di primo e secondo grado (statali o paritarie) o ai percorsi di istruzione e formazione professionale, con ISEE non superiore a 15.748,78 euro. Il contributo, uguale per tutte le classi, va da un minimo di 150 a un massimo di 500 euro a seconda delle risorse e del numero di domande, e copre libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti didattici. Le domande si presentavano online sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi e, come indica la pagina ufficiale di Regione Lombardia su Dote Scuola 2026, la finestra si è chiusa il 7 maggio 2026. Per il prossimo anno conviene tenere d'occhio la stessa pagina a partire dalla primavera.

Lazio, fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo. Per il 2026/2027 la Regione Lazio ha applicato direttamente l'articolo 27 della legge 448/1998. Secondo le linee guida regionali per l'anno scolastico 2026/2027, possono chiedere il contributo le famiglie di studenti residenti nel Lazio iscritti alle medie e alle superiori, statali o paritarie, con ISEE non superiore a 15.493,71 euro. La domanda si presenta al comune di residenza, entro la scadenza fissata dal bando comunale, con attestazione ISEE e documento d'identità. Sono ammessi libri di testo cartacei o digitali, dizionari, libri di lettura consigliati dalla scuola e alcuni sussidi digitali; come prova di spesa vale solo la fattura elettronica, non lo scontrino.

Anche il Veneto ha il suo strumento, il Buono Libri regionale, approvato per il 2026/2027 con delibera di giunta n. 888 del 19 agosto 2026 e gestito con una procedura online dedicata: requisiti e scadenze sono nel bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione.

Gli strumenti a confronto

StrumentoA chi si rivolgeChi lo gestisceRequisito economico
Libri gratuiti con cedola librariaAlunni della scuola primariaComune di residenzaNessuno
Contributo libri (art. 27 L. 448/1998)Studenti di medie e superioriRegione e comune di residenzaISEE sotto la soglia del bando (spesso 15.493,71 euro)
Dote Scuola – Materiale Didattico (Lombardia)Studenti di medie, superiori e IeFP, under 21Regione LombardiaISEE fino a 15.748,78 euro (2026/2027)
Comodato d'uso dei libriStudenti di medie e superioriScuola, in accordo con gli enti localiStabilito dalla singola scuola
Carta dello Studente IoStudioStudenti delle superiori statali e paritarieMinistero dell'istruzione e del meritoNessuno

Altre agevolazioni: comodato d'uso e Carta IoStudio

Oltre ai contributi in denaro, molte scuole offrono il comodato d'uso gratuito dei libri e, in alcuni casi, dei dispositivi digitali. Il decreto legislativo 63/2017 (articolo 7) consente alle scuole medie e superiori di farlo attraverso convenzioni con gli enti locali, in aggiunta ai contributi previsti dalla legge 448. Il libro va restituito a fine anno in buone condizioni. Chiedete in segreteria se il servizio esiste e quando aprono le richieste: spesso i posti sono limitati.

Per i ragazzi delle superiori c'è poi la Carta dello Studente IoStudio, promossa dal Ministero dell'istruzione e del merito per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie. Non è un rimborso per i libri: è una tessera nominativa che dà accesso a sconti e servizi agevolati, soprattutto culturali, grazie agli accordi con partner pubblici e privati. Si richiede tramite la propria scuola. Nell'agosto 2026 il Ministero ha avviato la procedura per un nuovo sponsor della carta, che prevede tra l'altro un borsellino elettronico e voucher virtuali: le novità concrete andranno verificate quando saranno comunicate alle scuole.

Domande frequenti

Il bonus libri scolastici è uguale in tutta Italia?

No. La legge statale è la stessa, ma ogni regione decide criteri, soglie ISEE e procedure, e spesso sono i comuni a raccogliere le domande. Importi e scadenze cambiano quindi da un territorio all'altro e da un anno all'altro.

Per la scuola primaria devo fare domanda con l'ISEE?

No. Alla primaria i libri sono gratuiti per tutti gli alunni e vengono forniti dal comune di residenza, di solito con la cedola libraria. Serve solo seguire le istruzioni del comune per ritirarli.

Qual è la soglia ISEE per il contributo?

Dipende dal bando. Molte regioni usano 15.493,71 euro, che è la soglia storica fissata nel 1999; la Lombardia per il 2026/2027 ha indicato 15.748,78 euro. Prima di presentare domanda verificate sempre il limite indicato nell'avviso del vostro comune o della vostra regione.

Lo scontrino basta come prova di acquisto?

Non sempre. Alcune regioni, come il Lazio per il 2026/2027, accettano solo la fattura elettronica. Per non rischiare, chiedete la fattura intestata al genitore richiedente al momento dell'acquisto.

Se mio figlio frequenta una scuola paritaria posso chiedere il contributo?

In molti casi sì: sia Dote Scuola in Lombardia sia le linee guida del Lazio per il 2026/2027 includono gli studenti delle scuole paritarie. Anche qui, però, fa fede il bando del proprio territorio.

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