Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede una riduzione del personale scolastico che ha già acceso la protesta dei sindacati. Secondo il testo approvato dal Consiglio dei ministri, dall'anno scolastico 2027/2028 le scuole statali avranno 6.974 posti in meno. La misura è contenuta nell'articolo 66 del disegno di legge e dovrà ora passare l'esame del Parlamento.
I numeri del taglio
- 4.925 posti di docente in meno nell'organico dell'autonomia;
- 2.049 posti in meno tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), cioè anche segreterie e collaboratori scolastici;
- un risparmio stimato dalla relazione tecnica di 83,9 milioni di euro nel 2027 e di 251,7 milioni l'anno dal 2028.
Sommando le riduzioni decise negli anni precedenti, i sindacati calcolano in tre anni 14.808 posti in meno: 10.585 docenti e 4.223 ATA.
La reazione dei sindacati
Tutte le principali sigle della scuola si sono dette contrarie. La Cisl Scuola ha definito i tagli inaccettabili e chiede un ripensamento; la Uil Scuola sostiene che il calo delle nascite dovrebbe servire a ridurre il numero di alunni per classe, non il personale; la Gilda si dice pronta alla mobilitazione, così come Anief e le associazioni dei dirigenti scolastici Anp e DirigentiScuola. La Flc Cgil parla di ostilità del governo verso la scuola pubblica. Secondo quanto riportato dall'ANSA, al ministero dell'Istruzione e del Merito ci sarebbe stata sorpresa per il taglio agli organici e si starebbe lavorando in vista del passaggio parlamentare; non risultano però dichiarazioni ufficiali.
Il 20 novembre e le prossime settimane
La Cgil ha proclamato uno sciopero generale per il 20 novembre, al quale aderisce anche la Flc Cgil per il comparto scuola. I segretari generali dei sindacati della scuola si sono dati appuntamento per decidere se avviare una mobilitazione unitaria contro i tagli.
Per le famiglie, la ricaduta più immediata riguarda proprio le giornate di sciopero: come di consueto, ogni scuola comunica in anticipo se è in grado di garantire il regolare svolgimento delle lezioni. Sugli organici, invece, la parola passa al Parlamento, che nelle prossime settimane potrà confermare o modificare la norma.
Fonti: ANSA, Quotidiano.net, Tecnica della Scuola



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