L'assegno unico e universale per i figli a carico è il principale sostegno economico che lo Stato versa ogni mese alle famiglie con figli, e per chi ha bambini e ragazzi in età scolare vale la pena conoscerlo bene: chi ne ha diritto, fino a quale età dei figli spetta, quanto vale nel 2026, come si presenta la domanda e perché l'ISEE va rinnovato ogni anno. In questa guida la redazione ha raccolto le regole in vigore, verificate sui documenti ufficiali dell'INPS.
Che cos'è l'assegno unico e chi ne ha diritto
L'assegno unico e universale (AUU) è stato introdotto dal decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230, e ha sostituito gran parte delle vecchie misure per le famiglie con figli. Si chiama "universale" perché spetta a tutti i nuclei con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori: anche chi non presenta l'ISEE, o ha un ISEE alto, riceve comunque l'importo minimo.
Chi presenta la domanda deve possedere, al momento della richiesta e per tutta la durata del beneficio, alcuni requisiti congiunti:
- cittadinanza italiana o di un Paese UE, oppure un permesso di soggiorno valido secondo le regole previste;
- assoggettamento all'imposta sul reddito in Italia;
- residenza in Italia oppure attività lavorativa in Italia, con iscrizione a una forma di previdenza obbligatoria.
L'assegno non concorre a formare il reddito imponibile IRPEF: in pratica, non si pagano tasse su quanto si riceve.
Fino a che età dei figli spetta
Per le famiglie con figli a scuola la risposta è semplice: l'assegno spetta per ogni figlio minorenne a carico, quindi copre tutti gli anni di scuola fino al compimento dei 18 anni. Il diritto parte già dal settimo mese di gravidanza.
Dopo i 18 anni l'assegno continua fino al compimento dei 21 anni, ma solo se il figlio ha un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui e si trova in almeno una di queste condizioni:
- frequenta la scuola, un corso di formazione professionale o un corso di laurea;
- svolge un tirocinio o un'attività lavorativa;
- è registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego;
- svolge il servizio civile universale.
È il caso tipico di chi ripete un anno e arriva alla maturità a 19 anni: lo studente maggiorenne che frequenta ancora le superiori resta coperto, purché rispetti il limite di reddito. Per i figli con disabilità non esiste alcun limite di età.
Importi 2026 per fascia ISEE
Dal 1° gennaio 2026 importi e soglie ISEE sono stati rivalutati dell'1,4%, in base alla variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo, come indicato dalla circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026. Per ogni figlio minorenne, i valori di riferimento confermati dall'INPS sono questi:
| Situazione ISEE (2026) | Importo mensile per figlio minorenne |
|---|---|
| ISEE fino a 17.468,51 euro | 203,80 euro (importo massimo) |
| ISEE tra 17.468,51 e 46.582,71 euro | importo decrescente al crescere dell'ISEE |
| ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro, oppure ISEE non presentato | 58,30 euro (importo minimo) |
Per le fasce intermedie, per i figli tra 18 e 21 anni e per le singole maggiorazioni gli importi esatti, euro per euro, sono riportati nell'Allegato n. 1 della stessa circolare: è lì che conviene controllare il proprio caso, oppure usare il simulatore disponibile sul sito dell'INPS. Ricordiamo anche che dal 2026 per l'assegno unico si usa un ISEE "per le prestazioni familiari" più favorevole: secondo il comunicato INPS sul nuovo ISEE, la franchigia sulla prima casa sale a 91.500 euro (120.000 euro nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane), con 2.500 euro in più per ogni figlio convivente successivo al primo, e vengono rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza legate al numero dei figli.
Le maggiorazioni previste
All'importo base si possono aggiungere diverse maggiorazioni. Quelle confermate per il 2026 sono:
- figli sotto 1 anno: l'importo è aumentato del 50% fino al compimento del primo anno di età;
- nuclei con almeno tre figli: per ciascun figlio tra 1 e 3 anni l'importo è aumentato del 50%, se l'ISEE non supera i 46.582,71 euro;
- nuclei con almeno quattro figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per il nucleo;
- figli successivi al secondo: importo aggiuntivo per ogni figlio dal terzo in poi;
- figli con disabilità: importi aggiuntivi diversi in base al livello di disabilità, senza limiti di età;
- madri con meno di 21 anni: importo aggiuntivo per ciascun figlio;
- entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro: importo aggiuntivo che si riduce con l'aumentare dell'ISEE.
Per le ultime quattro voci gli importi variano in base all'ISEE e sono indicati nella tabella allegata alla circolare n. 7/2026.
Come fare domanda e quando rinnovare l'ISEE
Chi riceve già l'assegno non deve presentare una nuova domanda per il 2026: la prestazione prosegue in automatico se la domanda risulta "accolta" negli archivi INPS. Serve invece una nuova domanda se quella precedente è decaduta, revocata, respinta o se si è rinunciato. Vanno sempre comunicate le variazioni, per esempio la nascita di un altro figlio o un cambio nella situazione familiare.
Chi deve presentarla per la prima volta può farlo:
- online sul sito dell'INPS, con il servizio dedicato;
- con l'app INPS Mobile;
- chiamando il Contact center al numero verde 803 164 da rete fissa o allo 06 164164 da cellulare;
- tramite un patronato.
Il punto più importante per non perdere soldi è l'ISEE. L'ISEE scade ogni anno: senza un ISEE valido, da marzo l'assegno viene pagato con gli importi minimi. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno 2026 ottiene il ricalcolo da marzo, con il pagamento degli arretrati, come ricorda il comunicato stampa INPS sull'assegno unico 2026. Anche per le nuove domande vale la stessa regola: se presentate tra il 1° marzo e il 30 giugno, l'assegno spetta da marzo con gli arretrati; dopo il 30 giugno, decorre dal mese successivo alla domanda.
Consiglio: fissate in calendario, già a inizio anno, un promemoria per il rinnovo dell'ISEE, magari insieme alle altre scadenze legate alla scuola come mense e trasporti. Presentare la DSU a gennaio o febbraio, direttamente sul portale INPS o tramite un CAF, evita di ricevere a marzo l'importo minimo e di dover poi attendere gli arretrati.
Tempi di pagamento nel 2026
L'assegno viene accreditato ogni mese sul conto indicato nella domanda. Per chi riceve già la prestazione senza variazioni, il messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 ha fissato queste date: 21-22 gennaio, 19-20 febbraio, 19-20 marzo, 20-21 aprile, 20-21 maggio, 18-19 giugno, 20-21 luglio, 18-19 agosto, 21-22 settembre, 21-22 ottobre, 19-20 novembre e 16-17 dicembre.
Per le nuove domande la prima rata arriva di norma nell'ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione. Gli eventuali conguagli, a credito o a debito, vengono accreditati nella stessa data delle rate a cui si riferiscono. L'assegno può essere diviso al 50% tra i due genitori; in caso di affidamento esclusivo, il genitore affidatario può chiedere il 100%.
Domande frequenti
Se mio figlio compie 18 anni durante le superiori perdo l'assegno?
No, se continua a frequentare la scuola e ha un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui. In questo caso l'assegno prosegue fino al compimento dei 21 anni, con importi ridotti rispetto a quelli dei figli minorenni.
Devo rifare la domanda ogni anno?
No. Se la domanda è in stato "accolta" il pagamento continua automaticamente. Va però rinnovato ogni anno l'ISEE, altrimenti da marzo si riceve solo l'importo minimo.
Cosa succede se non presento l'ISEE?
L'assegno spetta comunque, ma con l'importo minimo: nel 2026 sono 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne. Le famiglie senza ISEE, o con un ISEE oltre la soglia, mantengono quindi il diritto alla misura, ma ricevono i valori più bassi.
Ho presentato l'ISEE in ritardo: recupero le somme?
Sì, se la DSU viene presentata entro il 30 giugno 2026: l'INPS ricalcola l'assegno da marzo e paga gli arretrati. Oltre quella data, il nuovo importo vale solo per le mensilità successive.
L'assegno unico si somma ad altri bonus per la scuola?
L'assegno unico non entra nel calcolo del reddito IRPEF. Per gli altri contributi legati alla scuola, come borse di studio o agevolazioni comunali, conviene verificare il bando del singolo ente, che indica se e come l'assegno va considerato.




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