Sapere come fare un riassunto è una delle competenze che i ragazzi usano di più a scuola, dalla primaria alle superiori: serve per i compiti di italiano, per preparare un'interrogazione di storia, per ripassare prima di una verifica. Eppure è anche una delle richieste che mettono più in difficoltà, perché riassumere non vuol dire copiare le frasi più lunghe né accorciare a caso. In questa guida la redazione vi spiega il metodo passo per passo, cosa cambia con l'età e come potete aiutare i vostri figli senza fare il lavoro al posto loro.
Che cos'è un riassunto (e cosa non è)
Secondo il vocabolario Treccani, il riassunto è un discorso o, più spesso, uno scritto che riporta in forma breve i punti essenziali di un altro testo o di una serie di fatti. Le parole chiave sono due: essenziale e breve. Un buon riassunto conserva il senso del testo originale, segue lo stesso ordine logico e usa parole proprie.
Il riassunto non è una parafrasi, che riscrive il testo frase per frase con parole più semplici e quindi resta lunga quasi quanto l'originale. Non è nemmeno un commento: chi riassume non aggiunge opinioni, giudizi o informazioni che nel testo non ci sono. Per molti ragazzi questo è il primo scoglio, soprattutto quando il racconto li ha colpiti e vorrebbero dire cosa ne pensano.
Come fare un riassunto in sei passaggi
Il metodo funziona per un brano antologico, un capitolo di storia o un articolo di giornale. Cambia solo la quantità di testo da gestire.
- Leggere tutto il testo una prima volta, senza sottolineare, per capire di cosa parla e qual è lo scopo dell'autore.
- Rileggere e dividere in sequenze: blocchi di testo che trattano un solo momento o un solo argomento. Spesso coincidono con i capoversi, ma non sempre.
- Dare un titolo a ogni sequenza, con una frase breve. Questa scaletta è già lo scheletro del riassunto.
- Distinguere le informazioni principali da quelle secondarie: descrizioni, esempi, dialoghi ed elenchi si possono quasi sempre ridurre o eliminare.
- Scrivere il riassunto partendo dalla scaletta, collegando le sequenze con connettivi come "in seguito", "per questo motivo", "alla fine". Nei testi narrativi si usa di solito la terza persona e il discorso diretto diventa indiretto.
- Rileggere e controllare: il testo è comprensibile anche per chi non conosce l'originale? Rispetta la lunghezza richiesta dall'insegnante?
Consiglio: chiedete a vostro figlio di raccontarvi a voce il brano in un minuto, prima di scrivere. Se riesce a farlo senza guardare il libro, ha già capito l'essenziale; se si blocca, conviene tornare alla divisione in sequenze invece di insistere sulla stesura.
Come fare un riassunto alla primaria, alle medie e alle superiori
Il procedimento è lo stesso, ma le richieste crescono con gli anni. Questa tabella vi aiuta a capire cosa ci si può aspettare, in linea di massima, nelle diverse fasi. Le consegne precise, però, le dà sempre l'insegnante.
| Ordine di scuola | Testi tipici | Cosa si chiede di solito | Come aiutare |
|---|---|---|---|
| Primaria | Fiabe, racconti brevi, semplici testi di storia e scienze | Riconoscere inizio, svolgimento e conclusione e raccontarli in poche frasi | Fare domande guida: chi, dove, quando, cosa succede, come finisce |
| Secondaria di primo grado | Brani antologici, capitoli del libro di storia e geografia | Dividere in sequenze, eliminare il superfluo, trasformare il discorso diretto | Controllare insieme la scaletta prima della stesura |
| Secondaria di secondo grado | Romanzi, saggi, articoli, testi disciplinari complessi | Sintesi di lunghezza stabilita, con lessico preciso e collegamenti logici | Lasciare autonomia e intervenire solo con domande sul senso generale |
Per le materie di studio, alle medie e alle superiori il riassunto si affianca spesso a schemi e mappe: se vostro figlio li usa, può esservi utile anche la nostra guida alle mappe concettuali.
Gli errori più comuni quando si fa un riassunto
Gli insegnanti tendono a segnalare sempre le stesse difficoltà. Conoscerle aiuta a riconoscerle a casa:
- Troppo lungo: il ragazzo riscrive quasi tutto perché ogni dettaglio gli sembra importante.
- Troppo corto: due righe generiche che potrebbero valere per qualsiasi racconto.
- Frasi copiate: pezzi presi dal testo e incollati uno dopo l'altro, senza collegamenti.
- Ordine sbagliato: gli eventi vengono spostati e la storia non si capisce più.
- Opinioni personali: "secondo me il protagonista ha sbagliato" non appartiene al riassunto.
- Tempi verbali che cambiano: si comincia al presente e si finisce al passato remoto, o viceversa.
Un trucco semplice per il primo errore è fissare un limite: per esempio, un riassunto lungo circa un terzo o un quarto del testo originale, salvo diversa indicazione dell'insegnante.
Riassumere per studiare: cosa dice la ricerca
Riassumere un testo letto aiuta a capirlo meglio, ma come tecnica di studio da sola non basta. Una rassegna pubblicata nel 2013 sulla rivista Psychological Science in the Public Interest, curata da John Dunlosky e colleghi, ha valutato dieci tecniche di studio molto diffuse: riassunto, sottolineatura e rilettura sono risultati tra i metodi di minore utilità, mentre le esercitazioni con domande e il ripasso distribuito nel tempo hanno ottenuto i giudizi migliori. Il motivo è che il riassunto funziona bene solo quando lo studente ha già imparato a farlo.
Sul fronte della comprensione del testo, il Teaching and Learning Toolkit della Education Endowment Foundation britannica include la sintesi tra le strategie di comprensione della lettura, insieme a domande, previsioni e chiarimenti, e stima per questo insieme di strategie un progresso medio di circa sette mesi, con costi molto bassi. In pratica: insegnare a riassumere è utile, a patto che il riassunto diventi uno strumento per capire e non un'attività meccanica.
Per questo, quando vostro figlio ha finito il riassunto di un capitolo, potete proporgli un passo in più: chiudere il libro e provare a rispondere a qualche domanda sul contenuto. È lì che si vede se lo studio ha funzionato.
Come possono aiutare i genitori
Il ruolo dei genitori non è correggere ogni parola, ma creare le condizioni perché il ragazzo lavori da solo. Alcune abitudini che fanno la differenza:
- Chiedere prima di correggere: "Qual è la cosa più importante che succede qui?" funziona meglio di "Questa frase non va bene".
- Allenarsi su testi brevi: un articolo di giornale per ragazzi o la trama di un film visto insieme sono ottimi esercizi.
- Valorizzare la scaletta: se è fatta bene, la stesura viene quasi da sola.
- Rispettare le indicazioni della scuola: lunghezza, persona verbale e formato li decide l'insegnante. In caso di dubbio, meglio chiedere durante i colloqui.
- Tenere conto di eventuali DSA: se vostro figlio ha un piano didattico personalizzato, possono essere previsti strumenti come schemi o tempi più lunghi. Ne parlate con il consiglio di classe.
Domande frequenti
Quanto deve essere lungo un riassunto?
Dipende dalla consegna. Se l'insegnante non indica un numero di righe o di parole, un riferimento pratico è restare tra un terzo e un quarto del testo di partenza, mantenendo tutti i passaggi essenziali.
Nel riassunto si può usare il discorso diretto?
Di norma no: le battute dei personaggi si trasformano in discorso indiretto ("disse che sarebbe partito"). Solo una frase davvero decisiva può essere riportata tra virgolette, se l'insegnante lo accetta.
Che differenza c'è tra riassunto e sintesi?
Nel linguaggio scolastico i due termini sono spesso usati come sinonimi. Quando si distinguono, la sintesi indica di solito un testo ancora più breve e concentrato sui concetti, tipico dello studio delle materie, mentre il riassunto segue più da vicino lo sviluppo del testo originale.
Da che età si impara a fare un riassunto?
I primi esercizi, come raccontare in poche frasi una fiaba, iniziano già nei primi anni della primaria. La tecnica vera e propria, con sequenze e scaletta, si consolida alle medie e si affina alle superiori.





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