Il governo lavorerà per eliminare dalla manovra il taglio dei posti di personale nella scuola previsto a partire dall'anno scolastico 2027/2028. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il 4 novembre durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione della deputata del Pd Irene Manzi.
"Intendiamo lavorare affinché la misura possa essere eliminata", ha dichiarato il ministro, riferendosi all'esame parlamentare del disegno di legge di Bilancio 2027.
Le cifre indicate dal ministro
Nella sua risposta Valditara ha ricordato che, secondo il governo, sono state assunte circa 206.000 unità di personale e che per il prossimo anno scolastico sono stimate circa 40.000 assunzioni di docenti. Il ministro ha inoltre sostenuto che il rapporto tra studenti e insegnanti in Italia è inferiore alla media dell'Unione europea e dell'OCSE per tutti i livelli di istruzione, e ha attribuito al governo Draghi precedenti riduzioni degli organici.
Tra gli altri dati citati, un tasso di abbandono scolastico del 7,3% nel 2026, sotto l'obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030.
Il contesto
La riduzione degli organici di docenti e personale ATA contenuta nel testo della manovra aveva provocato le critiche dell'opposizione e dei sindacati della scuola, oltre a perplessità all'interno della stessa maggioranza. Per il 20 novembre sono stati proclamati lo sciopero della Federazione Gilda nella scuola e lo sciopero generale della Cgil.
Per ora si tratta di un impegno politico: la norma resta nel testo finché non sarà modificata con un emendamento durante l'esame in Parlamento. Per le famiglie, quindi, conviene seguire l'iter della legge di bilancio nelle prossime settimane e le comunicazioni delle scuole sulle giornate di sciopero.
Fonti: ANSA, Italpress, Il Fatto Quotidiano





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