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Tutto quello che avreste voluto sapere sulla carica di Presidente di CdI (ma non avete mai osato chiedere)

In occasione delle recenti elezioni dei Consigli di Circolo (o Istituto) si è sviluppato in mailing list un dibattito sulle attribuzioni del Presidente del CdI.
Pur con l’ inevitabile premessa che è il Regolamento dello specifico Istituto (si veda per esempio in rete: http://www.itcsturzo.it/itcsturzo/documenti/regolamentoconsiglio.pdf), più che la lacunosa normativa, a definire competenze e mansioni del Presidente, ve ne proponiamo un profilo ricavato dalla normativa e dall’esperienza.

Che cosa fa il Presidente del Consiglio di Circolo o d’Istituto?

Il Presidente convoca il Consiglio di Circolo/Istituto su richiesta del Dirigente Scolastico (D.S.), della Giunta Esecutiva, di almeno un terzo dei Consiglieri o di sua iniziativa, e, a sua discrezione, se la richiesta proviene da meno di un terzo dei Consiglieri.
Egli presiede e cura l’ordinato svolgimento delle sedute del Consiglio. Soltanto la prima convocazione del Consiglio è disposta e presieduta dal Dirigente Scolastico (di solito fino all’elezione del Presidente).
Il Presidente affida ad un membro del Consiglio – oppure a turno a più membri - le funzioni di Segretario, per la redazione dei verbali (da firmare in un registro a pagine precedentemente numerate).
Pur non facendone parte di diritto, è d’uso che il Presidente sia invitato alle riunioni della Giunta Esecutiva, che è l’organismo che prepara i lavori del Consiglio (vedi sotto). Rispetto alle proposte della Giunta, organo esecutivo, il Consiglio, organo deliberante, ha comunque il diritto di iniziativa, ovvero la possibilità di deliberare in modo diverso rispetto alle proposte fatte dalla Giunta.
In caso di votazioni e di delibere con esito di parità, il voto del Presidente vale doppio.
Il Presidente scioglie la seduta in mancanza del numero legale dei Consiglieri; può sospenderla temporaneamente per esaminare delibere e mozioni; è altresì sua facoltà, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, allontanare chiunque, nel pubblico, sia causa di disordine ed eventualmente proseguire la seduta in forma non pubblica.
Qualora il Presidente cessasse dalla carica, si dovrà procedere a nuova elezione.
Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un Vice Presidente, con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente e che ne assumerà le attribuzioni in caso di sua assenza. In caso di assenza anche del Vice Presidente, le attribuzioni del Presidente sono esercitate dal Consigliere genitore più anziano.

Come si diventa Presidente del Consiglio di Circolo o d’Istituto?

Il Presidente è eletto alla prima riunione del Consiglio, mediante votazione segreta, tra i membri del Consiglio rappresentanti dei genitori, che sono contemporaneamente elettori e candidati. All’elezione partecipano anche tutte le altre componenti del Consiglio.
In prima votazione il Presidente è eletto a maggioranza assoluta dei votanti; altrimenti, in seconda votazione, a maggioranza relativa.
Il suggerimento è quello di accordarsi con gli altri genitori eletti nel Consiglio, scegliere un candidato Presidente che non sia il classico notaio pronto a ratificare tutte le decisioni del Dirigente e provare a orientare (senza forzature né imposizioni che potrebbero dare origine a conflitti) il voto delle componenti scolastiche nella direzione del candidato scelto.

Cos’è la Giunta Esecutiva?

Il Consiglio, nella sua prima seduta, elegge, tra i suoi membri, la Giunta Esecutiva, composta da due Genitori, un insegnante, un impiegato amministrativo o tecnico o ausiliario (A.T.A.). Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico (D.S.), che la presiede in rappresentanza del circolo/istituto, ed il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi (D.S.G.A.), che svolge anche funzioni di segretario della giunta stessa.
Abitualmente viene invitato alla Giunta Esecutiva il Presidente del Consiglio d’Istituto, formalmente come uditore.
La Giunta prepara i lavori per il Consiglio, verifica i conti, i preventivi, ecc., esprime pareri e proposte di delibera, predispone il materiale necessario alla corretta informazione dei Consiglieri. Prepara l’O.d.G. del Consiglio, tenendo conto delle proposte formulate dal Presidente, dai singoli Consiglieri, dai Consigli di Intersezione/Interclasse/Classe, dal Collegio dei Docenti e dalle Assemblee dei Genitori. Rispetto all’ordine del giorno riportato nella convocazione, che è vincolante, i singoli membri del Consiglio hanno comunque il diritto di proporre ulteriori argomenti che il Consiglio approva o meno a maggioranza. Occorre tenere presente che è il Presidente stesso a convocare la seduta e ad indicarne l’O.d.G. e , quindi può inserire ulteriori punti rispetto a quanto proposto dalla Giunta. Le richieste di inserimento all’O.d.G. per tanto vanno sempre presentate al Presidente e a nessun altro.
Inoltre, prima della discussione di un argomento all’O.d.G., ogni membro può presentare una mozione d’ordine per il non svolgimento della discussione (questione pregiudiziale) oppure per il rinvio della discussione (questione sospensiva). Sull’accoglimento della mozione delibera a maggioranza il Consiglio.
La Giunta è, quindi, un organo molto importante: essa controlla la corretta applicazione delle delibere del C.d.I. e deve essere bene informata sulle varie esigenze della scuola e saperne recepire le varie istanze, ponendosi sempre al servizio del Consiglio.

Alcuni consigli per Presidenti neoeletti (o aspiranti tali)

- Incontrare il dirigente per inquadrare il tipo di rapporto che sarà possibile instaurare: disponibile al dialogo e al confronto, burocratico-rigido, dirigenziale-democratico. Spiegare cosa ci si aspetta dal lavoro del consiglio e ascoltare cosa lui si aspetta da noi;

- Leggere il regolamento di istituto per sapere se ci sono norme che riguardano il consiglio; e chiedere di dedicare una seduta all'informazione e alla formazione su tempi e compiti del Consiglio, così che ognuno sappia e condivida;

- Organizzare le sedute in merito all’ordine del giorno: chiarire che ogni componente si deve rivolgere al Presidente per segnalare temi da discutere; stabilire se a inizio seduta possono essere inserite voci nelle varie ed eventuali e definire come (attraverso approvazione del Consiglio, oppure sempre e comunque in quanto indicative di un'esigenza); e in merito agli orari, che consentano vita facile per quasi tutti. Si potrebbe anche decidere di organizzare sedute di ricerca/studio per analizzare temi cruciali come il POF, i progetti, la relazione finale; ed altre di economia per le variazioni di bilancio (il Programma Annuale), che sono frequenti perché tutto va registrato, anche 50 euro che vengano spostati, e per stabilire l’acquisizione delle risorse e la loro allocazione delle risorse (gli aspetti formali del bilancio vengono già verificati da consulenti esterni);

- Definire le modalità di lavoro, per assicurarsi di avere informazioni e documenti in tempo utile prima della riunione, di poter approfondire temi complessi con commissioni miste di lavoro prima di arrivare alle delibere, di poter avere accesso alla scuola se la si vuole conoscere dall'interno;

- Curare i rapporti: con gli altri genitori, almeno i rappresentanti, attraverso il comitato genitori, la bacheca, una cassetta postale o una mailing list, incontri periodici. L’obiettivo è quello di informarsi e rendersi consapevoli delle problematiche da segnalare, per evitare che il presidente e i genitori del consiglio rappresentino se stessi anziché la maggioranza; con i docenti, anche in modo informale, per stimolare la collaborazione, attivare iniziative e scambiare esperienze in modo fruttuoso;

- Avere consapevolezza del proprio ruolo: ascoltare, mediare, informarsi, dibattere documentando le proprie riflessioni e percorsi, con il massimo rispetto del lavoro altrui e soprattutto delle persone; e poi prendere le decisioni che si ritengono giuste. Con un'avvertenza: non si è nel consiglio solo per rivendicare, ma per contribuire a costruire la comunità scolastica che, con i suoi limiti e le sue ricchezze, consenta la migliore formazione possibile agli studenti. Infine, tenere presente che il Presidente non rappresenta i genitori, ma tutto l'Istituto.

Per completezza, in merito alle specifiche competenze di Presidente, Consiglio di Circolo/Istituto e Giunta Esecutiva si vedano:

Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 – “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione”
(http://www.comitatigenitori.it/norme/TU_Parte_I.htm,
http://www.comitatigenitori.it/norme/TU_Parte_II.htm,
http://www.comitatigenitori.it/norme/TU_Parte_III.htm)

Decreto Interministeriale 28 maggio 1975 – “Istruzioni amministrativo-contabili per i circoli didattici, gli istituti scolastici d'istruzione secondaria ed artistica statali e per i distretti scolastici”
(http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/di28575.html)

Circolare Ministeriale 16 aprile 1975, n. 105 – “Applicazione del regolamento tipo nelle more dell'adozione del regolamento interno”
(http://www.comitatigenitori.it/norme/CM_105_75.htm)

Occorre, infine, tenere presente che, per quanto non è esplicitamente previsto dalla legge, vale quanto riportato nel Regolamento di Istituto.